Le mani addosso al MacBook Air

il particolare più bello: il breathing led in trasparenza, dentro l'alluminio.

il particolare più bello: il breathing led in trasparenza, dentro l'alluminio.

Questo è il mio primo post scritto su MacBook Air.

Parlo di impressioni e sensazioni, perché di unboxing, di fotografie, di dati tecnici, c’è piena la rete.

Questo è il primo ultraportatile che mi capita in mano, quindi non faccio confronti con l’eeepc o simili (che comunque dovrebbero essere molto più sacrificati, soprattutto come potenza). Sono abituato al MacBook Pro 15″, per intenderci è quello in mio paragone naturale.

Comunque, l’Air è un vero portatile. Gli altri (netbook esclusi) in confronto dovrebbero chiamarsi “traslocabili”, o tutt’al più, “spostabili”. Si può davvero tenere in mano, o sottobraccio. Sta in una qualsiasi borsa da documenti, senza sfondarti la spalla o strapparti il braccio. L’alimentatore è decente: abbastanza piccolo, non è un mattone, non ha 12 km di cavi (cavo che si può avvolgere nelle alette, come da tradizione Apple).
Meravigliosamente portatile, senza troppi sacrifici nel lato schermo o tastiera.
Certo, una risoluzione di 1280 x 800 pixel compressa in 13 pollici, dopo un po’ affatica, comunque lo schermo è luminossisimo e definito.

E’ giocattoloso, nel senso che sembra uno di quei finti portatili per bambini. Certo, infinitamente più stiloso.
E’ talmente sottile e leggero che non sembra un portatile vero. E’ talmente leggero che per aprirlo bisogna tenere ferma la parte inferiore (mai successo con nessun altro portatile, almeno a batteria inserita).
Quel centimetro di cornice sullo schermo fa tanto finto portatile, appunto (secondo me un 14 pollici ci stava, limando l’orribile cornice. Che poi a me della webcam non me ne può fregà de meno).
La tastiera nera, altro motivo (che poi è comoda, e pure bella. Però è molto più plasticosa di quelle in alluminio. Stesso feeling delle nuove tastiere Apple).
Non ha porte visibili (solo il connettore per l’alimentatore, le altre dentro uno sportellino).
La chiusura è magnetica, niente pulsante di sblocco.
A giocarci da spento sembra proprio finto.

L’hard disc fa esattamente lo stesso rumore di quello dell’iPod (ovviamente il disco a stato solido era estremamente fuori budget, per me). Solo che l’iPod lo sento solo all’accensione.

Non ho ancora giocato come si deve col trackpad (enorme) multitouch, quindi niente. Però non impazzisce a poggiarci sopra il palmo, mentre si scrive. Voglio dire, se partisse inavvertitamente exposé, sai che casino?

A letto si comporta bene, è leggero (ma va’?) da tenere in grembo, e non scalda. Sotto, adesso, è ancora fresco. Col MacBook Pro mi sarei già ustionato.
Buono anche l’utilizzo sdraiato :)
Un po’ balla, ma non lascia il rettangolo incandescente nel materasso.

Domani faccio anche la prova della seduta mattunina. Che da quando hanno inventato il wifi, il giornale è anacronistico.

La bruttissima figura è che nella scatola non c’è neanche il telecomando. Io, per più di milleseicento euri, mi aspetto come minimo il telecomando e la custodia (no, la borsa no, per pietà).

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