Homebrew per Mac

Homebrew
Homebrew, sistema di ports di software *nix per il Mac. Un attrezzo sicuramente da tenere presente (per esempio, mi sarebbe tornato utile quando ho installato wget).

Qui qualche parola in più (e da qualcuno sicuramente più preparato di me) sulle differenze tra Fink, MacPorts e Homebrew, gli altri ports per Mac.

Talvolta i paragoni più calzanti sono anche quelli più inutili

“piove come se piovesse”

è che bisognerebbe scrivere nell’ora in cui è troppo tardi per scrivere

Il fenomeno del gatto piccione

Il gatto, da buon animale snob, non si lascia avvicinare – oppure ti sta addosso, senza tante vie di mezzo.

Talvolta la via di mezzo invece c’è: quando il gatto vorrebbe avvicinarsi ma c’è come una barriera invisibile, fatta di diffidenza, estraneità o selvaticità.

Provare ad avvicinarsi genera il fenomeno del gatto piccione: il gatto che normalmente fuggirebbe via fin da subito (o si struscerebbe sinuoso tra le gambe) in questi casi si lascia avvicinare fin quasi a lasciarsi calpestare, per poi volare via all’ultimo, senza preavviso.

Amenità gattose

Le mie* gatte copulano come non ci fosse un domani.
Festeggeremo con un ballo di peso, la gravi danza.

(* mie, una perché l’ho deciso io, l’altra perché l’ha deciso lei)

La nota sonora della serata

le ossa del topino che scricchiolano e schiantano, spezzate dalle fauci di Maia.

La morale della favola

resistere alle avversità al meglio che possiamo, con intelligenza, con quello che abbiamo qui e ora.
Il principe azzurro/principessa, il castello incantato, il lieto fine è questo. “E vissero per sempre felici e contenti” sta tutto lì.

Cose che una volta, ma ora non più

Gli indirizzi mail che iniziano per info@.
Una volta erano un marchio di professionalità, adesso l’onnipresente autocomplete ne ha fatto un mucchio indistinguibile (peggio ancora quando il campo “from” riporta solo un laconico “info”).

La terza porcata

Ridendo e scherzando, il prossimo sarà il terzo parlamento eletto col porcellum.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Troieggiamenti e ruberie non hanno nulla a che vedere col fatto che sono i partiti a decidere le liste e a proteggere o premiare questo o quella.
Un senato eletto su base regionale, dove è difficile per chiunque non sia il PDL avere la maggioranza, non ha nulla a che vedere col fatto che le regole del gioco sono ancora quelle dettate dall’allora casa delle libertà (con il voto contrario di tutti gli altri).

Ostentando sicumera *

(* il titolo è ovviamente una citazione di Elio)

Ho sempre inviato le persone che hanno delle certezze granitiche, per le quali si divide in bene supremo o in male assoluto. Un’invidia effimera, che dura giusto il tempo di realizzare la soffocante chiusura mentale di tale manicheismo.

La colazione, per esempio. Mille fazioni, ciascuna settaria e eretica agli occhi delle altre: quelli che “io non faccio mai colazione”, quelli che se manca il latte la mattina è la fine del mondo civilizzato, quelli della colazione al bar, eccetera.

Personalmente ho attraversato diverse di queste fazioni. Dopo aver abbandonato il latte in età prepuberale (autoconvincendomi di essere intollerante, e facendolo talmente bene che non ho più provato a berne), niente. Nel senso che mi sono unito alla fazione dei più rincoglioniti noncolazionisti.
Poi, dopo la fase salutista postadolescenziale (nella quale il caffè era visto come droga, e come tale proibito), son diventato caffeinomane e tabagista. Naturalmente.
Non ho più abbandonato il caffè, accompagnandolo prima con le merendine (però ho smesso ché non volevo morire giovane e idrogenato) e poi con più sane barrette di muesli (perché la colazione si fa in piedi, quindi il cibo deve essere tattico e facilmente trasportabile).

Pensavo che caffè e cibo fossero irrinunciabili, la mattina. Fino al passato più recente, fatto di malanni di stagione, mezze linette di febbre e -da bravo appartenente al genere maschile- esperienze di quasi-morte.
L’incapacità di reggermi in piedi con una temperatura corporea appena superiore ai 37 °C mi ha fatto rinunciare al caffè – si può fare!
L’impossibilità di andare a fare la spesa anche alle solite barrette – come sopra!

Insomma, ho cominciato a fare colazione con una spremuta d’arancia. Incredibilmente, soddisfa la mia fame da tritarifiuti. E naturalmente mi sta diventando irrinunciabile, come ogni buona colazione.